Ambrosi: “Proposta di voto per la solidarietà ai Curdi: emendamento della Lega necessario e approvato in Aula”

“Nell’ambito della discussione, ieri in Consiglio provinciale, della Proposta di Voto n.1/XV presentata dai consiglieri Pd (primo firmatario Manica), sono intervenuta facendo notare come in quel documento – con cui si chiedeva al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento di chiedere al governo ed al Parlamento di «far sentire in ogni sede istituzionale e con ogni mezzo necessario l’appoggio alle istanze di autonomia del popolo curdo» – mancava una cosa fondamentale: la condanna delle milizie islamiste.

Una dimenticanza, non sappiamo se voluta, ma a mio avviso una manchevolezza dato che è proprio dei fondamentalisti islamici che Erdogan, come oggi apertamente riconosciuto anche da testate progressiste, si sta servendo nella guerra contro i curdi. Motivo per cui – ho ricordato – era necessario che nelle due fitte pagine della Proposta di voto questo venisse aggiunto evidenziato. Un’osservazione, la mia, condivisa con i colleghi consiglieri della Lega, da sempre attenti e sensibili alla solidarietà e alle relazioni internazionali non per ultimo il dramma che sta vivendo da tempo per esempio il Venezuela.

L’integrazione alla fine è stata accolta con un emendamento proposto dalla Capogruppo, e per questo ringrazio anche i colleghi del partito democratico, che impegna la Giunta provinciale affinché sia evidenziata «nelle opportune sedi internazionali l’urgenza di proteggere il popolo curdo dalle aggressioni ad opera delle milizie islamiste ribelli e preservare l’integrità territoriale dello Stato siriano, peraltro contemplata nel diritto internazionale».

Di questo accoglimento e di questa approvazione sono particolarmente lieta, perché dimostra come quanto ho sollevato in aula fosse realmente fondato e non figlio di pregiudizio né volontà di fare polemica. In questo modo, inoltre, il Consiglio provinciale di Trento ha dimostrato una solidarietà al popolo curdo non parziale ma completa, per il dramma che non da oggi sta vivendo per mano delle milizie islamiste”.