Ambrosi: “Ugo Rossi non ricorda quando la sua giunta aveva assunto chi aveva patteggiato per appropriazione indebita e peculato”

PRIMA SEDUTA CONSIGLIO PROVINCIALE DOPO ELEZIONI OTTOBRE 2018 / in foto ALESSIA AMBROSI FOTO DI ALESSIO COSER

L’altro giorno, probabilmente preso dalla concitazione del dibattito in Aula, il Consigliere del Patt Ugo Rossi, ha ritenuto di dedicare il proprio prezioso tempo alle scelte di organizzazione del personale, affermando: «adesso dovete dimostrarci che non c’è due senza tre». L’ex Presidente ed ex Assessore ha negato d’aver mai preso parte a Giunte nelle quali abbiano lavorato persone che non fossero specchiate e dai precedenti  inappuntabili.

Una precisazione, quest’ultima, davvero curiosa, visto che nella XIV legislatura (2008-2013) a ricoprire il ruolo di Assessore della Provincia Autonoma di Trento alla Salute e Politiche Sociali – e quindi a far parte della Giunta provinciale – fosse proprio un certo Ugo Rossi.
Quindi, a meno d’improbabili omonimie, l’allora Assessore non ebbe alcunché da ridire quando, nel Gennaio 2009, il Governatore Lorenzo Dellai assunse presso l’ufficio di gabinetto della presidenza della Provincia il signor F.R., tristemente noto alla stampa oltre che alle cronache giudiziarie, per aver patteggiato proprio dieci giorni prima della sua assunzione un anno di reclusione per appropriazione indebita e peculato.

Ora, come mai lo stesso Consigliere  Rossi, che solo l’altro ieri negava l’assunzione di siffatti personaggi, oggi si erge a moralizzatore? Essendo rappresentante di un partito, il PATT, che – cito testualmente dai suoi principi fondanti – «informa la sua azione politica ai principi morali derivanti dalla dottrina sociale della Chiesa», il collega Consigliere dovrebbe aver già sentito questo monito, che ritengo di ricordargli, nel caso se lo fosse dimenticato: «Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? (Luca 6,41)».