Dalzocchio: “Coronavirus e Giunta in “Stato confusionale”? Da Zeni la solita polemica scomposta”

“Da quando, alcuni giorni fa, il consigliere del Pd Luca Zeni ha interrotto il suo purtroppo breve digiuno mediatico, da parte sua è un continuo ripetersi di critiche al quanto pretestuose all’indirizzo della Giunta provinciale. L’ultimo esempio lo ha su L’Adige di oggi, dove il consigliere sostiene che l’Amministrazione provinciale verserebbe in «stato confusionale» e in «chiara difficoltà», data la supposta assenza di una «linea» e della capacità di «giocare d’anticipo». Ancora una volta, insomma, un attacco scomposto basato su scarsa memoria.

Se infatti il collega del Pd proprio ci tiene a parlare di incapacità di «giocare d’anticipo», anziché a Trento farebbe meglio a guardare a Roma, dove il governo italiano – sostenuto dal suo partito – ha adottato contro l’epidemia una strategia graduale rivelatasi tragicamente fatale, come denunciato dal New York Times (non esattamente una testata salviniana) dieci giorni fa in un’analisi a firma di Allison McCann, Nadja Popovich e Jin Wu. Ma, a quanto pare, lo «stato confusionale» – questo sì gravissimo – del governo sostenuto dal Pd, al collega Zeni, non sembra interessare.

Curioso, poi, che si ascriva alla Giunta Fugatti l’incapacità di «giocare d’anticipo» quando fu proprio il Governatore del Trentino, firmando una lettera del 3 febbraio, a chiedere vigilanza scolastica sui minori rientrati dalla Cina: il 3 febbraio, ripeto, quando ancora il Pd e compagni erano impegnati in «aperitivi contro la paura» e nella memorabile campagna «abbraccia un cinese».

Insomma, la sensazione è che il collega Zeni farebbe meglio a dismettere i panni del professorino ricordandosi che una pandemia neppure lui, con tutto il suo invidiabile acume, l’aveva mai vista.
Ne consegue l’opportunità di smetterla con dichiarazioni velenose, che oltretutto nulla aggiungono a quelle proposte di cui il Trentino ha bisogno e che non devono essere discusse sulla stampa locale bensì all’interno delle sedi istituzionali. Auspico pertanto che si possa andare oltre, perché è inutile parlare di “Fase 2” e invocare una “ripartenza” se le minoranze consiliari – o almeno una parte di esse – continuano con lo stesso teatrino pre coronavirus, quando ancora certe uscite erano quasi tollerabili. Ora il tempo delle battute è finito e tocca fare sul serio. Ne va del futuro stesso del Trentino e del nostro Paese”.

E’ quanto affermato in una nota dal consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Mara Dalzocchio