Dalzocchio: “Valdastico, inqualificabile l’allarmismo elettoralistico del PD su (UNO) studio di fattibilità”

“Resto semplicemente basita dinnanzi all’allarmismo che il Pd sta facendo sullo studio di fattibilità di Autostrade A4 sulla Valdastico, così come presentato da Roberto Pinter e dai consiglieri Alessio Manica e Alessandro Olivi. Un allarmismo, quello dei tre, acriticamente riportato dai media e fatto di costi immensi, tempi incerti, irrimediabile devastazione ambientale: uno scenario catastrofico, da far salire la nostalgia per le 10 piaghe d’Egitto. Peccato che le cose stiano in modo parecchio diverso.

Infatti, posto che lo studio di fattibilità illustrato non è il solo esistente – e posto che argomentare come se quanto finora progettato sia quel che un domani verrà realizzato è semplicemente disonesto -, annoto un particolare stranamente sfuggito a tre allarmisti: la città di Rovereto e nessun Comune trentino ha facoltà di sindacare alcunché sulla Valdastico, opera sulla quale la stessa Provincia di Trento deve coordinarsi, oltre che con il Veneto, con il governo nazionale alla luce delle decisioni già maturate in tal senso nel confronto tra Italia ed Europa.

Preciso questo piccolo dettaglio – che né piccolo né dettaglio, chiaramente, è – per dire che, se da un lato ben comprendo gli stratagemmi elettoralistici di chi è costretto ad agitare spauracchi pur di mendicare consenso, dall’altro esso, oltre che fuori luogo, è del tutto inutile. Detto questo, mi permetto sommessamente di consigliare ai tre piddini in vena di scenari apocalittici anche un minimo di autocritica. Già, perché, anziché profetizzare l’Armageddon, costoro farebbero meglio a guardarsi allo specchio, guardando come hanno ridotto e impoverito la Vallagarina i loro decenni di malgoverno.

Non la Lega o qualche suo alleato, bensì, il Piano sociale di Comunità della Vallagarina e del Comune di Rovereto – documento diffuso nel luglio 2018 – spiega difatti come, mentre tra il 2013 e il 2016, la quota di trentini che fatica ad arrivare a fine mese ammontava al 34%, in Vallagarina tale percentuale era schizzata al 41% (p. 21). Poi ciascuno, media inclusi, è chiaramente libero di credere a quel che vuole: ma sono convinta che la gran parte dei roveretani e degli abitanti della Vallagarina profezie di sventura da parte di chi ha già dato decennale prova di tutta la sua incompetenza non intenda ascoltarne”.