Denis Paoli: “Stop bus gratuiti ai rifugiati: proteste per decisione già presa. La nostra priorità sono i trentini”

C’è da rimanere davvero sorpresi per la protesta tenuta al grido di «Sul bus c’è posto per tutti», alla stazione delle autocorriere di Trento, durante il presidio dell’Assemblea Antirazzista Trento, contro la decisione della Giunta Fugatti di ritirare la carta per il trasporto pubblico gratuito a circa 1.200 rifugiati presenti in Trentino. Infatti, anche se ai sedicenti antirazzisti sfugge, questo passaggio rientra ampiamente nella linea politica della Lega, linea premiata dagli elettori lo scorso 21 ottobre.

Tanto è vero che già nel gennaio 2018 – ben prima delle elezioni – la Lega presentò in Consiglio provinciale una mozione per impegnare la Giunta al ritiro degli abbonamenti gratuiti per i richiedenti asilo. La Giunta Fugatti, quindi, sta semplicemente dando seguito a quello che aveva promesso e per cui è stata votata.

Ad ogni modo, trovo la protesta di questi giorni del tutto strumentale, dato che la decisione risale a mesi or sono, precisamente alla Deliberazione n. 62 del 25.1.2019. E ancora prima, con la Deliberazione n. 2455 del 21.12.2018 la Giunta provvedeva, con riferimento al «progetto di accoglienza straordinaria delle persone richiedenti protezione internazionale […] alla limitazione all’utilizzo delle tessere di libera circolazione per i trasporti pubblici provinciali».

Chi oggi si indigna, si scaglia quindi non solo contro una scelta coerente con l’impostazione politica leghista, ma anche contro una decisione già ampiamente presa in un contesto in cui, voglio ricordarlo, l’emergenza profughi sta rientrando.

Concludo rilevando come la scelta di limitare la circolazione gratuita in Trentino a chi trentino non è – senza con ciò far mancare nulla di essenziale ai richiedenti asilo – sia stata politicamente presa nello stesso periodo in cui è stata varata la corrispondente concessione di gratuità di trasporto ai trentini over 70 (iniziativa che ha già raccolto oltre 18.500 adesioni).

Non si tratta quindi di penalizzare nessuno, ma solo di una questione di priorità e di equità. Infatti non si capisce perché si dovrebbe fornire un ulteriore servizio gratuito a persone che non hanno ancora dato il loro contributo alla nostra società, facendo invece pagare per lo stesso servizio i cittadini trentini.

E per la Lega, in Trentino, la priorità sono i trentini.