Devid Moranduzzo: “Pagamento con denaro digitale, i costi non siano sempre a carico dei soliti”

“E’ ormai da alcune settimane che esponenti del nuovo governo giallorosso avanzano proposte – più o meno sensate – su come incentivare l’utilizzo di metodi di pagamento digitale per gli acquisti quotidiani, al fine di ridurre sempre più l’utilizzo del denaro contante.

Molti commercianti trentini hanno già levato gli scudi verso provvedimenti di questo tipo, e mi trovo particolarmente in sintonia con le dichiarazioni allarmate di Massimiliano Peterlana, rappresentante di Confesercenti del Trentino, che prevede un forte aggravio di costi.

Se, da un lato, lo scopo di ricorrere a metodi di pagamento tracciabili risulta condivisibile al fine di combattere l’evasione fiscale, dall’altro non è possibile pensare di addossarne ai commercianti il relativo costo. Infatti le commissioni bancarie possono raggiungere, tra spese fisse e variabili, una percentuale che supera spesso il 2% dell’importo della transazione, andando ad erodere così i margini sempre più ridotti degli esercenti e ad arricchire i bilanci delle banche.

Non bisogna dimenticare che questi costi, se dovessero aumentare in modo importante come si prevede, andrebbero poi a ripercuotersi sui prezzi e, di conseguenza, sarebbero anche i consumatori a pagarne, come sempre, il prezzo.

Pur riconoscendo che ci sarebbero indubbiamente alcuni vantaggi con un maggiore impiego di carte di pagamento, questo dovrebbe essere legittimato, a mio avviso, alla luce di due condizioni imprescindibili: in primo luogo che non presenti un aggravio di costo (per commercianti costretti a pagare pesanti commissioni sugli acquisti), in seconda istanza che non vada a costituire un obbligo, cosa che andrebbe chiaramente a discapito delle persone più anziane, che sono abituate a pagare in contante da tutta la loro vita.

E’ questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale Devid Moranduzzo.