Emergenza Coronavirus. Caro Olivi, la Provincia non sta affatto a guardare

Benché in Trentino l’epidemia continui purtroppo ad espandersi, mietendo vittime ogni giorno, il Pd locale proprio non riesce a trattenersi dal fare polemica. È il pensiero, certo assai amaro, al quale non ho potuto sottrarmi dopo aver letto, su L’Adige, un intervento a firma del consigliere Alessandro Olivi il quale, in sintesi, afferma che «la Provincia deve fare di più perché non basta monitorare la situazione ed aspettare di conoscere quali saranno gli effetti di una crisi che già c’è».  Sempre il collega Pd, invita il Presidente Fugatti a valorizzare «il contributo di tutti» ponendo fine a quella che viene definita «sindrome da accerchiamento». 

Ora, sorvolando sul richiamo del consigliere del PD alla bandiera europea ammainata (fissarsi sul dito dimenticando la luna di una Ue ectoplasmatica è, si sa, una specialità democratica), mi riesce davvero difficile non scorgere in tali critiche una vena pretestuosa e avvilente, soprattutto dato il momento. Si potrebbe infatti ricordare al consigliere Olivi che l’Amministrazione provinciale che, a suo dire, si limita «a monitorare la situazione» è la stessa che – a epidemia in corso, in piena emergenza – ha voluto far approvare d’urgenza in Consiglio provinciale una norma, la Legge 2 del 23 marzo, che predispone un pacchetto di misure urgenti di sostegno per le famiglie, i lavoratori e i settori economici connesse emergenza legata al Covid-19.

Allo stesso modo, al collega Pd si potrebbe segnalare che la Giunta che, secondo lui, ora è semplicemente alla finestra, sempre a fine marzo, con una apposita deliberazione, ha dato il via libera al Fondo Ripresa Trentino, pari a 250 milioni di euro in favore di imprese e lavoratori autonomi danneggiati dagli effetti dell’epidemia, con tanto di un protocollo d’intesa che prevede che, dal 1 al 31 dicembre 2020, gli operatori economici che abbiano registrato a seguito dell’emergenza Covid-19 possano presentare domanda per accedere alla misure messe in campo da Provincia autonoma di Trento, Cassa del Trentino S.P.A., Banche, Intermediari finanziari, Fondo Strategico del Trentino Alto Adige e Confidi. 

Questo, secondo il Pd trentino, significa limitarsi «a monitorare la situazione»? A me – e sono certa di non esser la sola ad avere questa impressione – pare proprio di no. Al contrario, constato come, pur nella morsa di una tempesta tragicamente perfetta sia sanitaria sia economica – al cui confronto, purtroppo, la precedente crisi economica era ben poca cosa -, la Giunta Fugatti si stia muovendo al meglio, dimostrando una lungimiranza che non gli è nuova. Penso a quando, firmando una lettera insieme ad altri Governatori leghisti, esortava alla massima prudenza con riferimento all’ingresso a scuola dei minori tornati dalla Cina.
Questo mentre, lo ricordo, il partito di Olivi era allegramente impegnato con la campagna «abbraccia un cinese» e il governo – sempre sostenuto dal Pd – proponeva spot irresponsabili nei quali si affermava che il «contagio non è affatto facile». E ora il Pd trentino, lo stesso che in tanti anni di governo col Patt – e Olivi in prima persona a gestire lo sviluppo economico – non è mai riuscito a colmare, anzi, il divario economico con l’Alto Adige ha pure il coraggio, tramite i suoi esponenti, di spiegare «la Provincia deve fare di più»? 

Intendiamoci, «la Provincia deve fare di più», certo. Ma è altrettanto chiaro come, in vista di nuove misure che arriveranno, l’Amministrazione provinciale stia già facendo il massimo, come mostrano i provvedimenti che ho ricordato poc’anzi, varati in piena emergenza. Detto questo, ricordo – dato che qualcuno pare essere duro di comprendonio –  che il Trentino che sta attraversando una vera e propria guerra, che davvero non ha precedenti. Ragion per cui sarebbe il caso, una volta tanto, che anche i saputelli progressisti deponessero la matita rossa con cui, da giorni, amano pontificare sui presunti errori altrui. Lo impongono le circostanze, il senso delle istituzioni e la decenza, questa sconosciuta.

Consigliere Mara Dalzocchio