I deputati trentini ricordano la tempesta Vaia

Oggi i deputati trentini della Lega hanno voluto ricordare nell’aula di Montecitorio, a un anno esatto, il passaggio della tempesta Vaia, che nel toccare diverse regioni ha lasciato un forte segno sul Trentino.
Nell’intervento in aula, l’on. Martina Loss, affiancata dai colleghi Diego Binelli, Vanessa Cattoi e Mauro Sutto (nella foto), ha espresso la difficoltà a parlare di quanto accaduto nelle valli trentine “perché i sentimenti, le emozioni e quanto si è provato in quei giorni hanno lasciato una traccia profonda in ognuno di noi e sul nostro territorio. Questa traccia oggi la ritroviamo in una forma diversa; non solo incarnata nella trasformazione drastica dei nostri paesaggi, ma anche in una forma più forte, più conscia, di consapevolezza della forza della natura, nella distruzione, come nella ripresa dopo di essa”.

La tempesta Vaia, che ha colpito il Trentino in modo più forte dell’alluvione del 1966, può essere ricordata oggi con molti numeri, perché le cifre degli effetti sono state importanti, ma il numero che pesa di più è il 2 delle vite spezzate.

“Vogliamo ricordare anche l’accordo che c’è stato nell’emergenza, tra chi usciva dall’amministrazione e chi ne stava subentrando. Nella sofferenza condivisa si è visto un abbraccio di solidarietà e anche un abbraccio di volontà dei territori di essere uniti gli uni per gli altri, senza divisioni di sorta, perché c’era in gioco un territorio che vissuto e amato da tutti e per questo da tutti è stato aiutato”.

A fronte dei 360 milioni di danni sul territorio del Trentino, i quattro deputati trentini hanno ringraziato il governo di allora che ha stanziato oltre 240 milioni, per sostenere il Trentino in questa calamità.
“Vaia ha lasciato un segno che resterà visibile a lungo, concludono i deputati, ed è con questo ricordo vivo nel cuore che tutta l’Italia dovrebbe essere unita e riconoscere che chi lavora bene sul proprio territorio va sostenuto e non osteggiato sia in pratica, che nella forma verbale della politica, per il bene di quei territori e di quelle comunità che tutti portiamo nel cuore.”