Moranduzzo: “Villa Daziaro, un edificio simbolo della storia del Tesino da valorizzare”

Nella giornata di ieri la Giunta provinciale ha accolto una mia proposta di ordine del giorno al bilancio volta a valorizzare Villa Daziaro, un edificio di estrema importanza storica per l’intero Tesino.

La Villa è stata costruita nella seconda metà dell’Ottocento dalla famiglia di commercianti di stampe Dallemule (soprannominati “i Daziaro”) e rappresenta un vero e proprio gioiello del Tesino.

A tale edificio è stato dedicato anche un capitolo nella pubblicazione della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento “Parchi e giardini storici in Trentino: tra arte, natura e memoria”, che lo descrive come segue: «Il singolare complesso, senza confronti nell’intero territorio trentino, colpisce principalmente per il suo stile eclettico che attinge dalle ville classiche venete e lombarde, con rimandi alla tradizione anglosassone e russa. Costruita con una forma a ferro di cavallo, la proprietà si compone della villa padronale, imponente edificio a due piani in mattoni rossi con torretta centrale che funge da fondale all’insieme, dell’abitazione del custode e della scuderia, di due corpi laterali porticati ed infine del giardino circoscritto entro i tre lati edificati».

Giacomo e Giuseppe Dallemule, che si arricchirono con la vendita delle stampe in Russia, la fecero costruire con il sogno di trascorrervi la vecchiaia dopo una vita intera dedicata ad un lavoro distante migliaia di chilometri dal Tesino.

Mi sembra importante, infine, ricordare che la struttura è collocata in un punto cruciale dell’altopiano del Tesino: se da un lato ricade fisicamente nel comune di Pieve, dall’altro gode di un’esposizione panoramica su un versante che guarda verso i comuni di Cinte e Castello (di cui tra l’altro la famiglia Dallemule era originaria). 
A tal proposito, si narra che i due fratelli cercarono di comprare il terreno in via San Ippolito a Castello, ma il parroco dell’epoca si oppose andando a destinare l’area a camposanto, dove ancora oggi ha sede il cimitero del comune. La famiglia Daziaro, pertanto, scelse Pieve come collocazione finale della Villa.