Rossato: “Il no di Ghezzi alla Commissione d’indagine sugli affidi mi preoccupa”

PRIMA SEDUTA CONSIGLIO PROVINCIALE DOPO ELEZIONI OTTOBRE 2018 / in foto KATIA ROSSATO FOTO DI ALESSIO COSER

Le parole pronunciate ieri in aula dal Consigliere Ghezzi non fanno altro che rafforzare la mia convinzione sulla necessità di una Commissione che controlli l’attività svolta in merito all’affido di minori in Trentino. Affermare urlando, infatti, che noi della Lega facciamo propaganda sulla pelle dei bambini e che staremo per due anni sui social e sui giornali gratis vuole essere un’inutile semplificazione in merito a un problema a cui in molti chiedono risposte. Voglio ricordare al collega Ghezzi che la Commissione d’indagine è un organismo previsto dal Regolamento interno del Consiglio provinciale e che viene persino disciplinato dalla Costituzione italiana all’articolo 82. Si tratta di un’importante competenza affidata al potere legislativo che commissiona a soggetti non interni alla struttura sottoposta ad indagine un controllo e un’ispezione sull’attività svolta, ispezione che potrebbe tranquillamente portare ad un risultato che evidenzi un buon funzionamento dell’attività svolta in merito all’affido di minori.

Proprio affermando ciò non si capisce l’atteggiamento del Consigliere Ghezzi deciso a non affrontare con serenità e trasparenza un tema importante come quello che riguarda la salvaguardia dei bambini. 
Voglio anche ricordare al collega Ghezzi che la Commissione d’indagine, ai sensi del regolamento interno, disciplina anche la tutela di dati sottoposti a segreto d’ufficio. Il comma 5 dell’art. 148 del regolamento interno prevede infatti che: “Qualora la materia oggetto dell’indagine riguardi argomenti coperti da segreto d’ufficio per disposizione di legge o di regolamento, la Giunta provinciale, o rispettivamente l’organo di governo dell’ente, autorizza, ove consentito, i dipendenti a fornire le informazioni richieste. I Consiglieri e i funzionari che vengano a conoscenza, nell’ambito dell’indagine, di informazioni coperte dal segreto d’ufficio sono tenuti a rispettarlo. Il processo verbale non fa menzione delle informazioni coperte dal segreto d’ufficio”. 


Concludo invitando il collega Ghezzi, che in questi ultimi mesi tanto si è prodigato a presentarsi come una persona umana, ad essere umano e a tutelare i nostri piccoli umani con una Commissione che vuole rassicurare i trentini.

È questo quanto dichiarato in una nota dal Consigliere provinciale della Lega Salvini Trentino Katia Rossato