Un Trentino unito nei valori di famiglia e comunità contro un nemico comune chiamato CoronaVirus

Nella giornata in cui scrivo, il Trentino – a pari del resto d’Italia e ormai del mondo – è alle prese con il contrasto al coronavirus, un pericolo invisibile e letale che sta mietendo centinaia di vittime al giorno nel nostro Paese e alcune delle quali, purtroppo, anche nella nostra provincia. Il tutto sovraccaricando i nostri ospedali e i nostri reparti di terapia intensiva, i quali reggono solo grazie ai turni massacranti che medici, infermieri e operatori sanitari si sobbarcano con quotidiano e commovente eroismo. 

In tutto questo, il nostro Trentino, guidato dalla presidenza Fugatti e supportato da una maggioranza a trazione leghista, sta già cercando di reagire sotto il profilo politico, economico e morale, come prova anche l’avvenuta approvazione, nella seduta del Consiglio provinciale del 19 marzo scorso, del disegno di legge 50/XVI, d’iniziativa giuntale e contenente un primo pacchetto di misure per dare supporto a imprese, lavoratori e famiglia in questa delicatissima fase. Come appena detto, si tratta di una prima iniziativa, cui inevitabilmente ne dovranno seguire altre.

Sì, perché purtroppo la sfida contro il coronavirus non pare breve e richiederà, anche una volta – speriamo il più presto possibile – che la fase strettamente emergenziale sarà superata, uno sforzo comune non solo di ripartenza, ma proprio di ricostruzione di una quotidianità che, nel giro di pochissimo, ci è stata sottratta. Tuttavia, sono dell’avviso che anche questa esperienza – che è e resta assai tragica – qualche insegnamento lo possa dare: alla politica, ma anche a ciascuno di noi.

Il primo insegnamento direi che è quello dell’esistenza di un bene comune, superiore – in questo caso quello della tutela della salute -, a fronte del quale tutti possiamo essere chiamati a fare qualche sacrificio. Spesso siamo infatti mossi, nessuno escluso, da un individualismo che non tiene conto degli interessi e delle istanze dell’altro; ebbene, questa esperienza credo che si stia rivelando un monito in tal senso, con anche lo stare a casa che rappresenta, a ben vedere, un modo per tutelare sì sé stessi, ma anche e soprattutto il prossimo.

Una seconda considerazione che mi sento di fare rispetto al Covid-19 e a queste settimane in cui l’Italia intera è in trincea, riguarda l’urgenza di rispettare le regole. Siamo un po’ tutti eredi di una cultura che in materia di regole ha sposato più o meno acriticamente il paradigma libertario, talora irresponsabile, del «fai da te». Ora stiamo invece riscoprendo, sia pure perché costretti, e l’importanza di tutte le regole, come il mantenimento delle distanze di sicurezza, l’attenzione particolare all’igiene, il già ricordato obbligo di stare a casa, e il senso stesso di averle, delle regole, nella misura in cui sono finalizzate al bene comune.

Una terza lezione che queste settimane stanno dando a tutti, sia a livello istituzionale, sia di cittadinanza, riguarda il valore della speranza. Dobbiamo cioè essere fiduciosi – confortati dall’unità familiare con i nostri cari che, spesso trascurata per motivi di lavoro, questo periodo ci sta facendo riscoprire – sul fatto che ce la faremo. L’Italia intera ma anche il nostro Trentino – basti pensare alla recente tragedia della tempesta Vaia – hanno una lunga esperienza in fatto di situazioni critiche, talora disastrose, dalle quali hanno poi dimostrato di sapersi rialzare. 

Motivo per cui davvero non ho dubbi sul fatto che ciò si verificherà anche questa volta.

Certo, perché tale speranza sia fondata e perché il decisivo processo di ricostruzione abbia luogo, anche in provincia di Trento, occorre che ciascuno faccia la sua parte. Serve quindi mettere da parte personalismi – anche politici – in favore di una prospettiva comune, collettiva. Ora, per quanto posso vedere dalla mia sia pur non ancora lunga esperienza in Consiglio provinciale, ritengo che tali dinamiche siano possibili. Perché tutti, in questo periodo, siamo colpiti dall’esperienza del coronavirus e tutti, di conseguenza, sentiamo il bisogno, sotto la guida del Presidente Fugatti – il quale, supportato dalle strutture, sta facendo un lavoro enorme per fermare il contagio e aggiornare i cittadini – di ripartire e di voltare al più presto pagina.

Cons. Denis Paoli